Malattie croniche: come aiutarsi con la Psicologia e lo Yoga

La diagnosi di una malattia cronica (come ad esempio un tumore, una patologia rara, una patologia cardiovascolare etc.) e l’iter terapeutico che ne consegue (interventi chirurgici, esami invasivi, terapie farmacologiche etc.) possono essere molto stressanti e mettere alla prova l’intero sistema di vita di una persona.
Prendere consapevolezza dei cambiamenti nel proprio corpo e nella propria mente, che accompagnano la malattia e la cura, può essere il primo passo per ristabilire nuovi equilibri e “attraversare” le esperienze difficili della vita sviluppando nuove risorse e strategie.
“Mentre il trauma può essere un inferno sulla terra, il trauma risolto è un dono degli dei, un viaggio eroico che appartiene a ciascuno di noi.”
P. Levine “Walking the Tiger: Healing Trauma” (North Atlantic Books, 1997 )
La scienza sostiene l’utilizzo di due strade che possono essere molto utili per dare supporto a chi soffre di malattie.
Terapie top-down
La prima strada è quella delle terapie top-down che si basano sulla verbalizzazione e che usano le capacità immaginative e creative della mente, come la psicoterapia, il rilassamento frazionato, la meditazione le visualizzazioni guidate etc.
Terapie bottom-up
La seconda strada è quella delle terapie bottom-up che sfruttano il potere riregolativo del corpo e del sistema nervoso autonomo agendo sul sistema respiratorio e cardiovascolare.
Tra le terapie bottom up ci sono il camminare, l’attività sportiva, il metodo Jacobson e anche lo yoga.
Ma quale tra tutte queste attività è quella giusta proprio per me?
Non è facile orientarsi tra le offerte di strumenti per il benessere che sono pubblicizzati così di frequente in questo momento storico.
Spesso la guida di una persona esperta con cui confrontarsi può essere di aiuto perché permette di mettere a fuoco il funzionamento della mente, eventuali meccanismi di difesa disfunzionali che si sono attivati ed i sintomi corporei che caratterizzano lo stato di malessere.
La cosa più importante è potersi prendere la libertà di sperimentare e ripartire dal rispetto di sé e da quello che si stente essere benefico per sé stessi. Non esiste la ricetta perfetta, esiste la ricetta giusta per noi.
Yoga per malattie croniche e traumi
Se si sceglie di praticare Yoga, bisogna però tenere in considerazione che esistono tanti tipi diversi di yoga e che non tutti sono indicati per chi è stato sottoposto ad una sofferenza di natura traumatica legata alla salute.
Trovare la persona giusta che possa con competenza e dolcezza facilitare nel percorso dello yoga può essere la chiave determinante per utilizzarlo come una risorsa.
Esistono tipologie di yoga create appositamente per i traumi che possono essere una buona risorsa e guidare dolcemente nel coltivare il percorso dell’autocoscienza e nel ricreare una buona connessione tra corpo e mente, che spesso risulta compromessa nelle persone che sono vittime di grande stress e tensione.
Lavorare sul recupero del potere e dell’efficacia personale (empowerment) è fondamentale nei malati o in coloro che subiscono interventi legati alla salute e anche in chi si prende cura di loro e nelle persone che lavorano nel contesto sanitario che sono esposte spesso a molti eventi gravosi e che possono vivere un profondo senso di impotenza e sopraffazione.
Le forme di Yoga specifiche per i traumi sono caratterizzate dal:
- vivere la pratica come un’opportunità per riscoprire il proprio corpo e la propria mente;
- favorire lo sviluppo delle capacità interocettive, di ascolto interno;
- un linguaggio concreto e ricco di opzioni di scelta;
- uno spazio sicuro;
- la condivisione di un’esperienza autentica;
- il recupero di un senso di efficacia e potere.
Questi approcci permettono di recuperare il piacere del vivere l’esperienza del momento presente, elemento estremamente funzionale soprattutto per quelle persone che soffrono di malattie disabilitanti croniche e che spesso pensano al futuro con preoccupazione.
Per le persone che soffrono di patologie croniche e preoccupazioni per la salute l’integrazione di strumenti top down, come i colloqui psicologici, e bottom up, come lo yoga e le pratiche basate sul corpo, possono essere un’ottima combinazione.
La speranza è che l’integrazione di questi strumenti, rispettosi della persona e della sua esperienza, aiutino chi ha vissuto esperienze negative legate alla salute fisica a superare il trauma e ad uscirne con maggiori risorse creando anche un senso di sostegno collettivo.